Carnevale di S. Eraclio

Una cronaca del 1542 narra che "nell'ultimo giorno di carnevale alcuni abitanti del Castello di S. Eraclio si recarono per le strade con pifferi e trombette", sfilando su carri ornati di frasche e fiori, ballando e cantando. Nel secondo dopoguerra il carnevale tornò a prendere prepotentemente piede, sotto la denominazione di "Carnevale dei Ragazzi". In un vero e proprio laboratorio per la costruzione di maschere di cartapesta, si preparano per tutto l'anno le allegorie che sfileranno sui carri. Temi di attualità politica e sociale, caricature di personaggi famosi occupano le strade di questo piccolo centro sorto intorno ad un Castello di pianura conservato perfettamente.


 
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